Progetto Ubuntu

Riuso · laboratori · teatro · comunità

Un luogo, molti modi di stare insieme

Il Bazar è la casa visibile di Ubuntu, ma Ubuntu è molto di più: riuso, sartoria, teatro, mostre, incontri tra generazioni e occasioni in cui persone diverse possono creare qualcosa insieme.

Il Bazar è la porta d'ingresso

Grazie al Bazar abbiamo spedito vestiario, cibo, materiale scolastico e medicine in Nigeria, Togo, Senegal, Bosnia e Serbia. Ogni spedizione passa da contatti diretti, persone che conosciamo e di cui ci fidiamo. Da qui sono nati anche i mercatini solidali.

Ma il Bazar non è un negozio: è un posto dove incontrarsi, fare due chiacchiere e condividere un caffè. Il nostro slogan è reuse, reduce, recycle, respect. Da questo spazio nascono visite delle scuole, laboratori e nuove collaborazioni.

Via Donizzetti 4, Guastalla (RE)
Martedì 9.00 → 11.00 · Giovedì 14.30 → 16.30
Ti accolgono le nostre volontarie

L'insegna in legno colorato del Bazar Ubuntu, con gli orari di apertura: martedì 9-11, giovedì 14.30-16.30
L'insegna del Bazar — fatta a mano, come quasi tutto quello che c'è dentro.

Il senso di Ubuntu

Non una singola attività, ma un metodo

Le immagini degli ultimi tre anni mostrano sempre lo stesso movimento: mettere in circolo ciò che ognuno può dare e creare spazi in cui le differenze diventano una risorsa.

Riuso che educa

Vestiti, libri e oggetti tornano utili; le visite delle scuole diventano occasioni per parlare di consumi, spreco e rispetto.

Creatività che include

Sartoria, cucito e teatro permettono a ciascuno di partecipare con i propri tempi e le proprie capacità.

Relazioni che generano progetti

Dal Bazar nascono incontri, festival, attività intergenerazionali e catene di aiuto che arrivano fino in Togo e Senegal.

Un esempio concreto · 2024–2025

Un borsone da Guastalla al Togo

Nell'agosto 2024 le fotografie dal Togo hanno mostrato l'arrivo di un carico preparato al Bazar. Un anno dopo, un altro borsone di vestiti usati ha viaggiato da Guastalla a Bologna e Ferrara, poi fino in Togo con una persona in partenza.

Non è una spedizione anonima: ogni passaggio avviene attraverso contatti diretti. È un piccolo viaggio che spiega il senso di Ubuntu — ciò che qui non serve più diventa utile altrove grazie a una catena di persone.

Quattro persone in Togo accanto a una valigia aperta con i vestiti arrivati dal Bazar Ubuntu
Togo · agosto 2024 — il contenuto del Bazar arriva attraverso relazioni dirette e verificabili.

Imparare facendo

Il laboratorio e le scuole

Nel 2024 il gruppo di sartoria ha creato collane e abiti partendo anche dalle cravatte raccolte al Bazar: reuse, recycle, restyling diventa un'esperienza condivisa, non soltanto uno slogan.

Le classi della primaria visitano lo spazio, osservano ciò che può essere riutilizzato e riflettono sui propri stili di vita. Il Bazar diventa così un piccolo laboratorio permanente di cittadinanza.

Il gruppo di sartoria di Ubuntu lavora attorno a un tavolo con tessuti e macchine da cucire
Sartoria creativa — materiali recuperati e competenze messe in comune.
Una classe della scuola primaria visita libri e giochi esposti al Bazar Ubuntu
La primaria al Bazar — riuso, riduzione dello spreco e rispetto.

Il teatro di Ubuntu

Dal laboratorio al palco

«Perdonaci Giulietta» non è soltanto uno spettacolo: è un lavoro collettivo in cui ragazzi e adulti con esperienze diverse trovano una voce comune. Nel 2024 le repliche a Guastalla e Gualtieri hanno incontrato anche le scuole.

Il teatro tiene insieme inclusione e cooperazione: il ricavato delle serate è stato destinato al proseguimento dei lavori della scuola di Malikounda, in Senegal.

Il gruppo teatrale di Ubuntu durante lo spettacolo Perdonaci Giulietta
Perdonaci Giulietta · marzo 2024 — il palco come spazio di espressione, relazione e raccolta fondi.
Bambini, anziani e volontari partecipano insieme a un racconto teatrale nella casa di riposo
Un Cammino Insieme · dicembre 2024 — raccontare favole davanti a un pubblico di bambini e anziani.

Incontro tra generazioni

«Un Cammino Insieme»

Grazie a un bando del Comune di Guastalla, con Anffas e altre associazioni del territorio, Ubuntu ha portato le proprie storie dentro una casa di riposo.

Volontari e partecipanti sono tornati bambini e hanno raccontato favole a un pubblico speciale: anziani e bambini insieme. È una delle immagini più chiare di ciò che significa inclusione per l'associazione.

Festival e cultura pubblica

Ubuntu entra nella città

Il Festival Ubuntu e la mostra «Breaking Free» hanno portato a Guastalla incontri, sartoria creativa, testimonianze e riflessioni sulle conseguenze delle guerre. Nel 2024 la mostra, nata dalla collaborazione con associazioni della bassa reggiana e ISCOS Emilia-Romagna, è stata visitata anche da classi dell'Istituto Russell.

Il filo resta lo stesso: creare occasioni accessibili in cui incontrarsi, conoscere e contrastare l'indifferenza.

Un incontro pubblico del Festival Ubuntu con relatori e una presentazione proiettata
Festival Ubuntu · ottobre 2024 — associazioni e cittadini condividono esperienze e progetti.

Le fotografie provengono dal gruppo pubblico dell'associazione e documentano attività svolte nel 2024. Se compari in un'immagine e preferisci non essere pubblicato, scrivi a info@unbambinoperamico.org.

Vieni a trovarci

Il martedì e il giovedì trovi la porta aperta

Puoi portare quello che non usi più, cercare qualcosa che ti serve, proporre un laboratorio o fermarti a fare due chiacchiere. Ubuntu comincia dall'incontro.